Categoria: Senza categoria

Selviturismo: proposta di turismo alternativo su SISEF

Il bosco, in quanto risorsa territoriale fruita dall’uomo, è sempre stato gestito e sfruttato secondo usi e tradizioni di lunga data, come la produzione di legna, tenendo comunque sempre presenti la protezione del suolo e la necessità di regimazione delle acque.

In parti più o meno rilevanti la sua ’offerta’ è stata anche condizionata da mode o usi particolari legati a specifiche condizioni socio-economiche. Negli ultimi anni, infatti, le richieste nei confronti del bosco si sono orientate verso altri tipi di prodotti da esso ritraibili, quali: un luogo di conservazione di specie protette, un substrato produttivo per funghi, mirtilli e altri prodotti del sottobosco, ma soprattutto, un ambiente adatto ad accogliere turisti ed escursionisti.

Di fatto, i boschi delle aree montane oltre a rappresentare un importate tassello nell’economia locale per la produzione di legname e prodotti del sottobosco, possiedono indubbie valenze ambientali e paesaggistiche, definite come ’esternalità positive’, sotto forma di protezione del suolo, tutela della biodiversità, miglioramento del paesaggio, offerta di aree turistico ricreative, ecc.

Attualmente uno dei possibili utilizzi economici delle foreste attualmente è rappresentato dal turismo che, negli ultimi trenta anni, grazie anche alla crescita economica e al conseguente aumento del tempo libero, uniti al degrado ambientale delle aree urbane, ha visto aumentare l’uso ricreativo e turistico dei boschi italiani, con un numero crescente di visitatori delle aree protette.

Va osservato, inoltre, che la presenza di ambienti naturali unici e con forti valenze turistico ricreative, possono giocare un ruolo sinergico, sia nel conservare e nell’accrescere il valore naturale e culturale delle aree montane, sia nel tracciare un percorso verso uno sviluppo sostenibile legato alle attività ecoturistiche.

Alla luce delle considerazioni appena fatte nasce l’idea del selviturismo, inteso come quella forma di turismo collegato all’insieme di attività sportive, ricreative e formative esplicabili in bosco.

Il bosco, infatti, con la sua lussureggiante vegetazione, rende i territori montani e collinari particolarmente interessanti dal punto di vista paesaggistico e turistico, in quanto, racchiude numerosi ecosistemi caratterizzati da una ricca componente biotica.

In questo contesto il selviturismo si pone come una delle attività in grado di migliorare e mantenere nella sua integrità funzionale non solo il bosco inteso come suolo e soprassuolo, ma anche come magnifico custode di ogni forma di vita animale e vegetale e come strumento di difesa della salute e del benessere della collettività. Basti pensare alle innumerevoli specie che vivono all’ombra delle foreste, rilevatesi utili in molti settori dell’economia umana; ed in particolare sotto il profilo farmaceutico, gastronomico e biologico, oltre alle molteplici discipline ed attività sportive che è possibile svolgere in bosco.

Il selviturismo si propone, inoltre, di portare a conoscenza dei turisti le peculiarità e le difficoltà della professione del selvicoltore offrendo loro la possibilità di vivere delle giornate tipo, in compagnia di professionisti del luogo che potranno insegnare alcune semplici nozioni che consentano di affrontare e risolvere le piccole difficoltà che in bosco si possono presentare. Nell’ambito di queste esperienze inoltre verrà data l’opportunità ai partecipanti di imparare a riconoscere alcune specie arboree, arbustive ed erbacce tipiche di un ecosistema foresta. Poche nozioni scientifiche basteranno ad individuare i frutti eduli, le piante officinali, le piante velenose, ecc.

Tale forma di turismo è rivolta, quindi, a un target di turisti che, muniti di scarponi e di zainetto, abbiano la capacità di meravigliarsi e di sorprendersi osservando la natura e tutto quello che è vivo e si trasforma, e che vogliano ’respirare’ e sentirsi parte integrante di questo mondo.

L’esodo progressivo non ancora cessato, dai territori montani e collinari, deve spingerci a trovare nuove soluzioni, orientate verso una selvicoltura in grado di assolvere contemporaneamente alla funzione produttiva e turistico-ricreativa alla luce del crescente interesse per la cosiddetta “vacanza attiva” verificatosi negli ultimi anni che ha reso possibile un più razionale sfruttamento delle risorse naturali, contribuendo ogni anno, a rendere sempre più numerose le presenze in tutti quei luoghi caratterizzati da importanti attrazioni ambientali.

L’ipotesi è dunque quella di accostare l’attività selvicolturale a quella turistica offrendo la possibilità di svolgere discipline sportive e formative sperando, così, in un rilancio del settore attraverso l’integrazione dei redditi delle attività silvo-pastorali, che con le loro problematiche stentano a decollare.

La selvicoltura del terzo millennio sarà chiamata ad assolvere altre funzioni che si sono aggiunte a quelle tradizionali: bioecologiche, paesaggistiche, igieniche, culturali e terapeutiche. Senza voler forzare troppo ed arrivare a proporre una nuova forma di selvicoltura, si può certamente dare al bosco un indirizzo prevalente per soddisfare esigenze diverse; spesso basterebbe solo chiarire che, qualunque sia la forma di selvicoltura praticata, tutte le funzioni sono sempre assolte, anche se alcune in forma più latente.

Il selviturismo si potrebbe proporre anche questo obbiettivo e, in conclusione, diventerebbe una forma valida di turismo, alternativa ad altre proposte turistiche, che il più delle volte utilizzano in maniera inadeguata ed irriguardosa, ai soli fini di un tornaconto economico, le grandi risorse del territorio agricolo-forestale.

Trial

Il trial è una specialità agonistico-amatoriale, che consente a chi si avvicina a questo sport motoristico, di avere sempre il contatto con la natura, nel suo massimo rispetto. La disciplina, nata in Inghilterra nei primi anni del secolo e fino agli anni ’60, le moto utilizzate erano prevalentemente inglesi con motori a quattro tempi di grossa cilindrata; marche come BSA, Triumph, AJS, Matchless, e Ariel erano ufficialmente impegnate nelle competizioni. Con l’inizio degli anni ’60 si ha la prima vera rivoluzione per il Trial: l’arrivo delle Case spagnole con motocicli a due tempi di piccola cilindrata. Il Trial si è diffuso rapidamente in Europa, appassionando negli anni sempre più piloti, a partire da 7 anni di età; in Italia, la disciplina del Trial è diffusa da nord a sud e conta moltissimi appassionati….

Cos’è il TRIAL?
Il Trial è una disciplina motociclistica che si pratica in fuoristrada, superando ostacoli di ogni genere. Amore per la natura, questa è l’essenza dello sport del Trial: l’utilizzo di un mezzo meccanico quale strumento indispensabile per superare ostacoli naturali impervi, la sfida con sé stessi per riuscire a compiere gesti atletici in apparenza impossibili.

Dove si pratica il TRIAL?
Il Trial può essere praticato in ogni percorso fuoristrada che offra degli ostacoli naturali. Non è necessario avere a disposizione grandi spazi per praticarlo poiché uno stesso ostacolo può essere affrontato in molti modi diversi e presentare ogni volta delle difficoltà differenti. La motocicletta da Trial, proprio per le sue caratteristiche di silenziosità, permette di vivere la natura senza disturbarla e soprattutto senza recarle alcun danno.

IL TRIAL è uno sport pericoloso?
Non è assolutamente uno sport pericoloso poiché nel Trial la velocità non è discriminante per la vittoria o meno delle competizione.

A quale età si può iniziare?
Si può iniziare a sette anni con delle motociclette di piccola cilindrata, anche monomarcia, denominate “Minitrial”. in concomitanza delle prove del Campionato Italiano Trial, si ha la possibilità di provare queste piccole motociclette su un tracciato adeguato ai giovanissimi piloti.

Come si svolgono le competizioni di TRIAL?
Le competizioni di Trial sono basate su prove di abilità che consistono nel passare senza posare i piedi a terra lungo in breve percorso, superando alcuni ostacoli naturali. Questi percorsi sono definiti ” zone controllate”, numerate in ordine progressivo e collegate tra loro da un trasferimento. Una gara di Trial dura solitamente dalle 5 alle 6 ore e si svolge su tre giri di trasferimento con inserite in ogni giro da 8 a 10 zone controllate. Alla fine della gara viene redatta una classifica in base alle penalità totalizzate dai concorrenti: vince il concorrente che ha sommato meno penalità.

IL TRIAL INDOOR è diverso dal TRIAL naturale?
Il Trial indoor è una gara di Trial disputata con ostacoli artificiali creati appositamente per la competizione.Il Trial indoor è una gara a cui solitamente partecipano pochi concorrenti( solitamente da 8 a 10), su ostacoli che risultano più difficili degli ostacoli naturali; per questo motivo il Trial indoor è solitamente disputato da piloti più esperti.Anche le regole del Trial indoor sono leggermente differenti da quelle applicate nel Trial ad ostacoli naturali. Il Trial indoor è inteso più come uno spettacolo per il pubblico che uno sport per principianti.

DEDICATO alle mamme e ai papà
Non c’è ragazzo o addirittura bambino che non sia affascinato dalla vista di una motocicletta. Se il ragazzo, il bambino, si sentono attratti dalla moto, ecco che indirizzandoli verso lo sport del TRIAL si otterranno molti vantaggi. In primo luogo le moto da Trial non sono veloci, perché il Trial è sport dove la velocità non conta; questa situazione riduce a zero la pericolosità potenziale del mezzo. Il Trial poi si pratica, su fuoristrada o comunque su ostacoli e in aree non aperte alla pubblica circolazione, e questo annulla il periodo di incidenti con le auto o altri mezzi. Inoltre, visto che questa specialità motociclistica prevede in sostanza il superamento degli ostacoli da parte di un uomo dotato di mezzo meccanico e con l’ausilio di una particolare tecnica di guida, ne deriva che il ragazzo si trova nella maggior parte dei casi ad essere “costretto” a:
– analizzare la tipologia e la difficoltà dell’ostacolo
– valutare e scegliere la tecnica con cui affrontarlo, la traiettoria più facile per percorrerlo, ecc.

Il Trialista imparerà molto presto a coordinare la sua azione, a controllare al meglio i suoi movimenti,ad essere insomma più razionale possibile, se vorrà superare indenne l’ostacolo: un esercizio di grande importanza, per un ragazzo il cui carattere è via di formazione. La Federazione Motociclistica Italiana dà a vostro figlio la possibilità di provare. Accompagnatelo alle giornate di promozione organizzate di volta in volta su tutto il territorio nazionale. Uno staff di esperti lo aiuterà a conoscere il Trial, utilizzando delle motociclette adatte alla sua età.

Statuto associazione Selviturismo

Statuto dell’Associazione Selviturismo Italia (A.S.I.)

Art. 1 – Denominazione
E’ costituita in Accettura (MT) un’associazione di volontariato denominata A.S.I. “Associazione Selviturismo Italia”, a durata illimitata.

Art. 2 – Sede
L’associazione ha sede in Accettura (MT), Via Circolo Garibaldi n° 16.
La sede sociale potrà essere variata, con deliberazione del Consiglio Direttivo. Il Consiglio direttivo può altresì istituire, con deliberazione, altre sedi periferiche con dipendenza diretta, in qualsiasi città Italiana o Europea, per lo svolgimento delle proprie finalità e per scopi di rappresentanza.

Art. 3 – Statuto
L’associazione è disciplinata dal presente statuto ed agisce nei limiti delle Leggi Statali e Regionali, del D.Lgs. n° 460/97 e dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Ulteriori aspetti relativi all’organizzazione ed all’attività dell’associazione possono essere disciplinati, in armonia col presente Statuto, dal Regolamento interno, emanato a cura del Consiglio Direttivo. Il presente statuto è modificabile con delibera dell’Assemblea da adottarsi alla presenza almeno dei due terzi dei componenti in prima convocazione e della metà più uno in seconda convocazione e col voto favorevole della maggioranza dei presenti, rilevati all’atto della verifica che dichiara valida l’Assemblea.

Art. 4 – Scopi sociali
L’associazione, senza fini di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e in particolare:
promuove e diffonde la conoscenza della SELVICOLTURA, cioè quella parte delle scienze forestali relativa all’impianto, alla costituzione alla conservazione e all’utilizzazione dei Boschi.
Promuove e diffonde l’importanza delle foreste e la necessità della loro salvaguardia per le azioni benefiche che esplicano ai fini produttivi, protettivi ed ambientali. Promuove e diffonde tutte le multifunzioni del Bosco (idrogeologica, economica, igienica, climatica, estetica e paesaggistica, terapeutica e ricreativa);
Promuove e diffonde l’idea del “SELVITURISMO”, inteso quale forma di turismo nel Bosco derivato dalla Selvicoltura, collegato all’insieme di tutte quelle attività antropiche praticate all’interno di esso, con particolare risalto alle attività sportive, ricreative, formative ed amatoriali esplicabili nel Bosco;
Promuove la partecipazione dei cittadini alla difesa dell’ambiente e alla definizione della propria qualità della vita, al fine di una migliore organizzazione sociale ed una modifica dei comportamenti individuali e collettivi, per consentire uno scambio di conoscenze tecniche professionali collegate alle problematiche forestali ed ecologiche;
Persegue la protezione delle diversità genetiche delle specie animali e vegetali, dell’ambiente, attraverso un’approfondita conoscenza del Bosco, quale luogo di conservazione di specie protette, del substrato produttivo per funghi, tartufi mirtilli, ecc. e tutti gli altri prodotti del sottobosco, ivi compresi i semi, foglie e resine, ma soprattutto, un ambiente adatto ad accogliere sportivi, turisti ed escursionisti e quanti vogliono praticare attività amatoriali, al fine di valorizzare quei prodotti tipici di montagna e soprattutto quelli attinenti al Bosco;
Interviene nel campo dell’educazione e della didattica per favorire nei giovani una coscienza sensibile ai problemi del Bosco e dell’ambiente e di un equilibrato rapporto tra essere umano e natura; diffonde l’idea del Bosco quale elemento terapeutico, approfondendo le relazioni tra gli elementi naturali presenti nel Bosco, la medicina tradizionale e il benessere fisico e psichico della persona (fitomedicina, naturopatìa, cromoterapia, etc.), attraverso la conoscenza delle forme non tradizionali di cura della persona ivi compresa la medicina alternativa.
Diffonde l’idea di utilizzare il Bosco come palestra per gli allenamenti di tutte quelle discipline sportive che nel Bosco si possono praticare.
Promuove e diffonde l’Arte in tutte le sue espressioni: iconiche, pittoriche, scultoree, poetiche, teatrali ecc. ispirate, praticate o comunque riferite al Bosco. Per il raggiungimento dei propri obiettivi l’associazione intende promuovere: la produzione, la distribuzione, la diffusione di materiale scientifico, tecnico, culturale, didattico, attraverso qualsiasi mezzo di divulgazione;
L’organizzazione in proprio, o con la collaborazione di altri organismi, la realizzazione di seminari, assemblee, incontri, corsi di specializzazione, di qualificazione e formazione, borse di studio, dibattiti, conferenze, convegni, anche all’estero, attinenti allo scopo sociale; la gestione di attività a carattere sociale e culturale ed ogni altra iniziativa negli enti locali, luoghi di lavoro, istituti, università, atta ad agevolare lo studio e la preparazione culturale riferita allo scopo sociale;
La promozione di attività di ricerca e di analisi inerenti problemi specifici di carattere ecologico, ambientale, territoriale e socio-economico;
L’organizzazione di gite, escursioni, campi scuola, per diffondere la conoscenza di specie arboree, arbustive ed erbacce tipiche di un ecosistema foresta; la produzione e la diffusione di stampati, anche periodici, di materiale didattico, audiovisivi, filmati ed altro materiale attinente lo scopo sociale;
La promozione e l’organizzazione di ogni forma di volontariato attivo dei cittadini, al fine di salvaguardare e/o recuperare l’ambiente;
La stipula con enti pubblici e privati di contratti e convenzioni;
La promozione di attività di vigilanza per il rispetto delle leggi e delle norme poste a tutela della fauna, della flora e dell’ambiente, nel quadro delle leggi regionali, nazionali e internazionali vigenti;
La gestione di aree naturali protette, oasi naturalistiche e di protezione della fauna, aree siti (SIC e ZPS) cioè quei Siti di Interesse Comunitario e Zone sottoposte a Protezione Speciale – Agenda 2000) e tutte le zone di importanza naturalistica e storico culturale, parchi urbani e suburbani e le relative strutture, nel quadro delle leggi regionali, nazionali e internazionali vigenti.
La gestione di nuovi impianti per raggiungere gli obiettivi prefissati nel Protocollo di Kioto; favorire l’integrazione e i processi di inserimento delle persone diversamente abili ovvero quelle diverse forme di disagio fisico, psichico o sociale, nonché i malati cronici o terminali mediante la fruizione del bosco come elemento terapeutico di sostentamento.
in particolare l’Associazione si propone di raggiungere queste finalità promuovendo iniziative che utilizzino come veicolo primario della comunicazione il web.
L’associazione nel suo funzionamento si ispira ai principi di democraticità, trasparenza e partecipazione da parte di chiunque, in condizioni di uguaglianza e pari opportunità, mantenendo piena indipendenza ed autonomia rispetto ad ogni altra organizzazione;
Tutte le attività di servizio svolte dai soci a favore dell’Associazione, e nonché l’esercizio delle cariche, saranno a titolo gratuito;
Per il raggiungimento degli scopi sociali l’associazione potrà svolgere attività accessorie e strumentali integrative a quelle statutarie.

Art. 5 – Criteri di ammissione e di esclusione dei soci
All’associazione possono aderire tutti coloro che condividono gli scopi sociali e che si impegnano a prestare la loro attività volontaria per favorire la realizzazione degli scopi sociali nei limiti delle proprie possibilità.
Le domande di ammissione, recanti la dichiarazione che si condividono le finalità, rivolte al Consiglio Direttivo, sono accolte dagli organi competenti previsti dal presente statuto.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato.
La qualifica di socio si perde per:
Dimissioni volontarie;
Decesso;
Esclusione deliberata dagli organi competenti per manifesta opposizione agli scopi sociali e alle regole dell’Associazione, nonché per morosità: contro tale provvedimento si può ricorrere al collegio arbitrale.
Le domande di adesione potranno essere inviate anche on line all’indirizzo indicato sul sito internet dell’associazione.

Art. 6 – Diritti e obblighi dei soci
I soci hanno i seguenti diritti: di partecipare alle Assemblee; di elettorato attivo e passivo per le cariche sociali se maggiorenni; di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali; di informazione e accesso ai documenti e agli atti dell’associazione; di usufruire di tutti i servizi dell’associazione; di dare le dimissioni in qualunque momento.
I soci hanno i seguenti obblighi: di osservare le norme del presente statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali, di contribuire nei limiti delle proprie possibilità al raggiungimento degli scopi sociali con la propria attività prestata in modo personale, spontaneo, gratuito e non retribuita neppure direttamente dal beneficiario, secondo gli indirizzi degli organi direttivi; di versare regolarmente le quote associative; di astenersi da qualsiasi comportamento che si ponga in contrasto con le finalità e le regole dell’Associazione.

Art. 7 – Contributo associativo
Il contributo associativo non è trasmissibile ad alcun titolo.
I soci che per qualsiasi motivo abbiano cessato di appartenere all’Associazione non possono richiedere la restituzione dei contributi versati, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’ Associazione.
I soci si distinguono in fondatori, onorari, sostenitori, studenti e ordinari.

Art. 8 – Organi sociali
Gli organi dell’Associazione sono:
L’Assemblea generale dei soci;
Il Consiglio Direttivo;
Il Presidente;
Il Collegio dei Revisori conti.
E’ facoltà del Consiglio Direttivo nominare un Presidente onorario e dei Soci onorari, nonché un Direttore e/o Rettore onorario, per essere coadiuvati, con la loro esperienza nell’attuazione dei provvedimenti da adottare e per tracciare delle linee guida per il raggiungimento degli scopi sociali.

Art. 9 – Assemblea generale
L’assemblea è composta da tutti gli associati ed è l’organo sovrano dell’Associazione.
E’ presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua assenza, da un socio nominato dalla stessa assemblea.
L’Assemblea ordinaria viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo, dopo delibera dello stesso Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo. La convocazione deve avvenire per comunicazione scritta e deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora delle riunioni sia in prima che in seconda convocazione con l’elenco delle materie da trattare, mediante lettera spedita a tutti gli associati e/o e-mail almeno 10 giorni prima della riunione.
L’assemblea straordinaria deve essere convocata ogni qualvolta venga richiesta su domanda motivata e firmata da almeno 1/10 dei soci, o da due componenti del Consiglio direttivo: in tal caso l’avviso di convocazione deve essere reso noto entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l’assemblea deve essere tenuta entro 30 giorni dalla convocazione.
L’Assemblea può riunirsi anche in un luogo diverso dalla sede sociale, purchè indicata nell’avviso di convocazione
All’assemblea dei soci spetta:
Approvare gli indirizzi generali e il programma delle attività proposte da Consiglio direttivo;
Approvare il bilancio di previsione e il bilancio consuntivo;
Nominare i componenti del Consiglio Direttivo;
Modificare il presente statuto;
Approvare il regolamento;
Deliberare sull’eventuale destinazione degli utili di gestione, se consentito dalla Legge e dal presente Statuto;
Deliberare lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione e deliberare la devoluzione del suo patrimonio anche in caso di estinzione dell’associazione;
Revocare il presidente, col voto favorevole della metà più uno dei soci.
L’Assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di metà più uno dei soci; in seconda convocazione è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti.
Ogni associato ha diritto ad un voto. E’ ammesso il rilascio di delega scritta purchè ad altro associato. Un associato non può avere più di una delega.
All’Assemblea hanno diritto di intervenire e di votare tutti i soci regolarmente iscritti e in regola con il pagamento delle quote annuali previste. Non è ammessa altra espressione di voto.

Art. 10 – Il Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo composto da un minimo di tre membri eletti dall’Assemblea per la durata di 3 anni, realizza gli obiettivi programmatici posti in essere dall’Assemblea e cura ogni affare corrente.
Il Consiglio direttivo, nella sua prima riunione nomina nel proprio seno il Presidente, il Vice Presidente, il Tesoriere, e il Segretario. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente, quando quest’ultimo sia impedito. Il tesoriere ha cura della cassa sociale e provvede alle operazioni finanziarie.
Il Segretario verbalizza le riunioni del Consiglio Direttivo e dell’assemblea, coadiuva il Presidente e il Consiglio Direttivo nello svolgimento del loro mandato e cura la tenuta del libro dei soci.
Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente e quando lo richiede almeno un terzo dei suoi componenti e comunque almeno due volte all’anno per deliberare sugli atti della vita associativa.
Per la validità della riunione occorre la presenza della maggioranza dei membri del Consiglio e delibera col voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede.
Il Consiglio Direttivo può deliberare in materia di organizzazione dell’Associazione; dispone la costituzione di commissioni; nomina il Presidente dell’Associazione; delega compiti al Presidente o ad altri componenti; acquisisce collaborazioni e consulenze con i più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione; fissa l’ammontare della quota associativa o di altri contributi a carico dei soci, prevedendo agevolazioni per gli studenti nel campo delle scienze forestali e/o agrarie e in generale per tutti coloro che operano nell’ambito della selvicoltura e del turismo (selviturismo); redige il bilancio preventivo e consuntivo; delibera circa l’ammissione, la sospensione e l’esclusione dei soci; nomina i soci onorari.
I componenti del Consiglio direttivo possono essere rieletti. Essi decadono qualora sono assenti ingiustificati per tre volte consecutive.
Alle riunioni possono essere invitati esperti con voto consultivo.
In caso di cessazione o dimissioni di uno dei suoi componenti il Consiglio Direttivo provvede alla relativa sostituzione da sottoporre alla ratifica dell’Assemblea nella sua prima riunione successiva alla sostituzione.

Art. 11 – Il Presidente
Il presidente del Consiglio direttivo è anche Presidente dell’Associazione.
È eletto dal Consiglio Direttivo a maggioranza dei voti, tra i propri componenti, nella prima seduta convocata dal componente più anziano di età.

Il presidente dura in carica tre anni ed è rieleggibile.
Il Presidente ha la firma e la rappresentanza sociale e legale dell’Associazione nei confronti di terzi e in giudizio.
Al Presidente compete l’ordinaria amministrazione dell’Associazione, sulla base degli indirizzi emanati dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo, a cui riferisce sull’attività svolta.
E’ autorizzato ad eseguire incassi e accettazioni di donazioni di ogni natura a qualsiasi titolo da Pubbliche Amministrazioni, da Enti e da Privati, rilasciandone quietanze liberatorie ed ha la facoltà di nominare avvocati nelle liti attive e passive riguardante l’organizzazione davanti a qualsiasi istanza giudiziaria e amministrativa.

Art. 12 – Il Segretario
Il segretario è responsabile della custodia e conservazione dei verbali, dei libri sociali, dei bilanci e della documentazione contabile dell’associazione, oltre che dei verbali degli organi previsti dal presente statuto.

Art. 13 – Il Collegio dei Revisori dei conti
Il Collegio dei Revisori dei conti composto da tre componenti di cui uno presidente, ha il compito di curare il controllo delle spese e sorvegliare la gestione amministrativa per poi riferire all’Assemblea in sede di approvazione del bilancio. Il Collegio dei Revisori dei conti deve riunirsi almeno due volte l’anno. L’incarico di revisore è incompatibile con qualsiasi altra carica direttiva. I Revisori dei conti curano la tenuta del Libro delle Riunioni dei Revisori dei conti, partecipano di diritto alle riunioni dell’Assemblea e a quelle del Consiglio Direttivo, con facoltà di parola ma senza diritto di voto. Essi verificano la regolare tenuta della contabilità dell’Associazione e dei relativi libri contabili, danno pareri sui bilanci.

Art. 14 – Il Patrimonio e le risorse economiche
Il Patrimonio dell’Associazione è costituito da: quote associative deliberate dal Consiglio Direttivo; contributi di privati; contributi dello Stato, di enti o istituzioni pubbliche; contributi di organismi internazionali; donazioni e lasciti testamentari; rimborsi derivanti da attività convenzionate; entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali; beni mobili e immobili che sono o diverranno di proprietà dell’associazione; eventuali fondi costituiti con le eccedenze di bilancio; ogni altro tipo di entrata.

Art. 15 – Erogazioni, donazioni e lasciti
Per le erogazioni liberali, le donazioni, i lasciti testamentari, le eredità e i legati (questi ultimi accettati con beneficio di inventario), l’Assemblea delibera sulla loro utilizzazione in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione.

Art. 16 – Bilanci
Il bilancio consuntivo è annuale e riflette l’esercizio sociale che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno e deve essere presentato dal Consiglio Direttivo all’Assemblea dei soci, che lo approva a maggioranza entro e non oltre il 30 giugno dell’anno successivo. L’eventuale attivo viene imputato al fondo sociale. Il bilancio preventivo è approvato con le stesse modalità di cui al precedente comma, entro e non oltre il 28 febbraio dell’anno a cui si riferisce. I bilanci devono restare depositati presso la sede sociale per i quindici giorni precedenti le assemblee che approvano i bilanci relativi, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivati interessi di consultazione.
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Art. 17  -Responsabilità patrimoniale
L’associazione risponde, con i propri beni, dei danni causati per l’inosservanza delle convenzioni o dei contributi stipulati. L’Associazione, previa delibera del Consiglio Direttivo, deve assicurare i propri soci per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale dell’Associazione stessa.

Art. 18 – Scioglimento
In caso di scioglimento, per qualunque causa, l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni di volontariato operanti in analogo settore come previsto dall’art.5 comma 4 della l. 266/91, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento. Lo scioglimento è deliberato a maggioranza dai ¾ dei componenti dell’Assemblea sia in prima che in seconda convocazione.

Art. 19 – Collegio Arbitrale
Ogni controversia che dovesse sorgere tra i soci e l’Associazione o all’interno di questa sarà sottoposta al giudizio di un collegio arbitrale formato da tre persone nominate una ciascuna dalle parti in lite e la terza, con funzioni di presidente, nominata dagli altri due e, in caso di dissenso, dal Presidente del Tribunale di Matera.

Art. 20 – Assicurazione
E’ fatto obbligo per l’Associazione provvedere all’assicurazione dei soci contro gli infortuni e i danni a persone e/o cose che dovessero verificasi e in conseguenza dello svolgimento dell’attività sociale, in applicazione alle disposizioni di legge di riferimento.

Art. 21 – Disposizioni finali
Per quanto non previsto o non diversamente disposto dal presente Statuto si fa riferimento alle Leggi Statali e Regionali vigenti in tema di associazioni e ai principi generali dell’ordinamento giuridico.

Seguici: